Donne di sabbia
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Dal 1993 a Ciudad Juárez, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti, oltre 900 donne, adolescenti e bambine, sono state assassinate secondo lo stesso rituale: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento.  Inoltre, sono più di 1000 i casi di donne scomparse  e non ritrovate a Ciudad Juarez e nella regione di Chihuahua. Noto come "femminicidio" questo fenomeno è diventato la più vergognosa violazione dei diritti umani nella storia del Messico degli ultimi anni.
Il clima di impunità continua a crescere senza che al momento siano state compiute azioni concrete per mettere fine a questa situazione e mentre le autorità messicane occultano la gravità dei fatti,  nuovi corpi straziati di donne vengono ritrovati ad un ritmo crescente. Nell'occhio del ciclone per la sua negligenza ed incompetenza, la polizia messicana ha cercato di placare le proteste dell'opinione pubblica trovando dei capri espiatori, persone che hanno confessato la loro colpevolezza sotto tortura. Non solo la polizia non è riuscita a fermare il "femminicidio", ma si è anche resa colpevole di questi gravi abusi.
“Donne di Sabbia” è uno spettacolo/testimonianza/denuncia sul femminicidio di Ciudad Juarez creato e messo in scena con lo scopo di divulgare la terribile realtà che si verifica da 18 anni in questa zona di frontiera.
L'opera, del drammaturgo e regista teatrale Humberto Robles, viene redatta in lingua spagnola e presentata inizialmente in Messico, Cile e Argentina. Il testo nasce da una raccolta di testimonianze dirette dei parenti delle vittime che vengono riprodotte sul palco attraverso un’alternanza di voci, di denunce, di sofferenze. Da marzo 2006 lo spettacolo viene presentato anche in Italia, diventando un modo concreto per sensibilizzare il pubblico verso un fenomeno poco conosciuto, il cui nemico peggiore è il silenzio.

“Ringraziamo chi ci accompagna in questa lotta come le Donne di Sabbia con il loro spettacolo, che è stato di grande aiuto per diffondere il femminicidio, e ringraziamo anche voi che vi siete interessati a conoscere questo problema. Grazie per aprire i vostri cuori e le vostre menti ad una tragedia lunga 18 anni, in cui ognuna delle madri a cui hanno strappato una figlia porta con sé il peso del dolore e della  disperazione ma che nonostante ciò, continuano a lottare perchè neanche una sola madre in più soffra l'intenso dolore di vedere la propria figlia uccisa selvaggiamente”
Marisela Ortiz Rivera
Presidentessa di Nuestras Hijas de regreso a casa

 

Per informazione sullo spettacolo invia una e-mail a: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

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